SEO On-Page: La Guida Completa Per eCommerce

by Jul 15, 2021

Questa è una guida completa alla SEO On-Page nel 2021.

In questa nuova guida imparerai:

  • Come fare un analisi SEO On-Page del tuo sito
  • Come ottimizzare il tuo contenuto
  • Come scrivere titoli dei prodotti e descrizioni
  • Molto altro

Cominciamo.

Cos’è la SEO On-Page?

L’ottimizzazione su pagina (On-Page SEO) consiste nell’ ottimizzare le pagine di un sito. Al fine di posizionarsi più in alto nei motori di ricerca e guadagnare traffico.

Per esempio, alcuni elementi fondamentali della SEO On-Page includono:

  • Ottimizzare titolo e meta descrizioni
  • Eliminare codici inutilizzati dal sito
  • Semplificare la navigazione interna al sito
  • Velocizzare il caricamento delle pagine.

NB: L’ultimo punto è MOLTO importante.

Soprattutto da mobile.

Infatti, il 40% dei visitatori di un sito web mobile…

abbandonerà il tuo sito se questo impiega più di 3 secondi per caricarsi.

Perché la SEO On-Page è importante?

La SEO On-Page aiuta i motori di ricerca ad analizzare i siti e i contenuto a essi collegati.

In questo modo, Google capisce se il tuo sito è rilevante per la ricerca di un utente.

Non solo:

Google aggiorna costantemente il suo algoritmo

…in modo da capire meglio l’intento di ricerca degli utenti.

Perché? Easy game:

Per fornire risultati di ricerca che soddisfino le esigenze dell’utente.

Pensa questo:

Il 57% dei dirigenti di marketing dice che lo sviluppo di contenuti On-Page… è stata la tattica SEO più efficace.

CAPITOLO 1

Fondamentali Di SEO On-Page

Come fare SEO On-Page?

Risposta breve:

Si inizia SEMPRE con una valutazione.

Infatti, vogliamo diagnosticare accuratamente la malattia prima di fornire la cura.

Per fare ciò, ho sviluppato un test avanzato per On-Page SEO.

Si basa su una semplice premessa:

  • Se i bot dei motori di ricerca non riescono a trovare una pagina, allora non possono scansionarla.
  • Se non possono scansionare una pagina, allora non possono indicizzarla.

Questo è il modo in cui determino dove si trova ogni il mio cliente nei suoi sforzi SEO, e quali ostacoli deve affrontare.

Risposta lunga:

Ecco a te la checklist che utilizzo all’inizio di ogni audit SEO.

  1. Scansiona il sito web.
  2. Definisci l’architettura del tuo sito.
  3. Aggiorna gli URL, i titoli delle pagine e le meta descrizioni.
  4. Assicurati che l’URL contenga la parola chiave d’interesse.
  5. Includi la parola chiave qualche volta in tutta la pagina. Specie all’inizio.
  6. Monitora le parole chiave e gli argomenti per ogni pagina.
  7. Non riempire la pagina di parole chiave.
  8. Stabilisci un obiettivo per ogni pagina.
  9. Definisci il pubblico di riferimento.
  10. Pianifica nuovi titoli di pagina.
  11. Aggiungi nuove meta descrizioni.
  12. Rivedi e migliora il contenuto delle pagine.
  13. Incorpora contenuti visivi.
  14. Ottimizza i contenuti visivi.
  15. Aggiungi link interni.
  16. Aggiungi link esterni.
  17. Ottimizza per le conversioni.

Sorridi perché sto per spiegarti come fare tutto ciò. Step-by-step.

Google può trovare il tuo sito?

Premessa:

Come professionista SEO, Google è il mio punto di riferimento.

Perché?

Google ha attualmente l’86,86% del mercato dei motori di ricerca.

La prima cosa che faccio è dare a Google una mappa (sitemap).

Una volta che ho creato una mappa XML del sito…

…mi assicuro che il dominio del cliente sia verificato con Google Search Console.

In questo modo posso risolvere i problemi del dominio. In modo da facilitare il suo posizionamento.

Non solo:

Per capire se il tuo sito è incluso nell’indice di Google, usa questa stringa di ricerca:

Site:esempio.com

Se Google non troverà il tuo sito, te lo farà sapere:

Google può scansionare il tuo sito?

Se sì, ottimo:

Ora tu e il tuo sito esistete agli occhi di Google.

Purtroppo però, non gli piacete affatto.

Per far sì che Google ti sorrida e scansioni il tuo sito, dovrai inviare una richiesta.

La scansione (o crawling) cattura e indicizza un sito in un dato momento…

…assicurando che i motori di ricerca abbiano la versione più recente del sito in questione.

Ricorda:

Google potrebbe impiegare alcune settimane per scansionare il tuo sito…

…ma puoi controllare lo stato utilizzando lo strumento Controllo URL (URL Inspection).

Google può indicizzare il tuo sito?

Google elabora oltre 3,7 miliardi di ricerche al giorno.

Ma a te basta ricordare due cose:

1. Il rapporto Copertura dell’Indice in Google Search Console…

…fornisce un elenco:

Quelle che vedi sono tutte le pagine che Google ha indicizzato sul tuo dominio.

2. Controlla il report delle keywords del contenuto sotto la sezione “Indice di Google”.

Questo rapporto ti mostrerà come il tuo dominio viene percepito agli occhi di Google.

Se vedi apparire in questo elenco…

…parole chiave non legate ai tuoi contenuti (ad esempio “chi sono”, “contattami”) – allora abbiamo un chiaro problema di SEO On-Page:

Devi rinominare quelle pagine. Inserendo una parola chiave.

Google può classificare il tuo sito?

Dopo che le pagine sono state indicizzate…

…i bot cominceranno a determinare la classifica.

Come?

In base a oltre 200 fattori che possono essere suddivisi in due categorie:

On-Page e Off-Page.

Eccone alcuni:

Checklist SEO On-Page

  1. Trova le tue parole chiave
  1. Includi le parole chiave nei posti più adatti.

Inizia con le pagine più importanti:

La homepage e i tuoi prodotti che vendono meglio.

In altre parole, non lasciare dubbi su quale sia la tua parola chiave:

Come identificare i miglioramenti SEO On-Page

Per prima cosa, uso SEMRush per ottenere informazioni sia sul dominio del cliente…

…che su quello dei competitor.

Anche qui è importante prioritizzare.

Ecco cosa risolvere subito:

– Contenuti duplicati

– Titoli duplicati

– Meta descrizioni duplicate

– Tag dei titoli mancanti

– Tag ALT mancanti (o “alt text”)

– Considerazioni di Local SEO

In questo modo, avrai un impatto significativo:

  • sul posizionamento
  • sulla scansione
  • sull’indice delle pagine

Good Game, Johnny. 👏 

CAPITOLO 2

Ottimizza Il Tuo Contenuto Per La SEO

Ora sai che la SEO On-Page è una parte fondamentale della SEO.

Bene, è il momento di chiederci:

“Come ottimizzare un sito in ottica SEO?”

Grazie per la domanda.

In questo capitolo ti mostrerò come ottimizzare con le parole chiave…

…ogni pagina del tuo sito eCommerce.

Preparati a gradire.

Che differenza c’è tra ottimizzazione SEO On-Site e Off-Site?

Nulla di più semplice:

  • La SEO On-Page (o On-Site) si concentra sull’ottimizzazione delle parti del tuo sito… che sono sotto il tuo controllo.
  • La SEO off-page (o Off-Site) si concentra sull’aumento dell’autorità del tuo dominio.

Come?

Attraverso la creazione di contenuti e guadagnando backlink da altri siti.

In altre parole:

  • La SEO On-Page analizza il contenuto del tuo sito (o della tua pagina)
  • La SEO Off-Page considera quanto sia autorevole e popolare il tuo sito.

La priorità?

SEO On-Page. Il resto è super importante. Ma viene dopo.

Infatti, circa il 95% di tutte le pagine hanno ZERO backlink.

Dall’altro lato, un sito meglio ottimizzato del tuo…

…ha un vantaggio competitivo ENORME.

Chiaro no?

Super.

È ora di capire esattamente come ottimizzare il tuo eCommerce, On-Page.

Usa la tua parola chiave nelle prime 100 parole

Prima di tutto, usa la tua parola chiave principale nelle prime due frasi del tuo contenuto. O almeno nel primo paragrafo.

Per esempio, nel mio articolo ottimizzato intorno alla parola chiave “SEO per eCommerce“…

… ho menzionato subito quella parola chiave:

Poi, usa quella parola chiave e le sue variazioni lungo tutto il contenuto. Ecco le variazioni che ho utilizzato:

Ti consiglio quindi d’inserire termini di ricerca correlati alla parola chiave principale (LSI).

NB: I sinonimi non sono parole chiave LSI.

Per esempio, un sinonimo della parola “giacca” sarebbe “cappotto”.

Tuttavia, le parole chiave LSI per “giacca” includerebbero parole come:

  • Reversibile
  • Inverno
  • Caldo
  • Imbottito
  • E così via

In altre parole:

Non ripetere meccanicamente la parola chiave esatta ogni volta. Usa termini correlati.

Altra cosa importante:

Anche questi termini correlati sono parole chiave.

Quindi, prima d’inserirli, controlla:

Evita che pagine non necessarie vengano scansionate

Carmine Pucino

Consulente e formatore SEO, carminepucino.it

“È impossibile fare SEO con le sole conoscenze tecniche/operative, ma è altrettanto impossibile farla senza conoscere a fondo i punti di forza e di debolezza del cliente, per valorizzarli in una strategia ad hoc che tenga conto del mercato di riferimento e dei concorrenti.”

Come evitare che le pagine non necessarie vengano scansionate?

La gestione del budget di scansione negli e-commerce è sempre un argomento molto delicato, e la sua importanza cresce in maniera proporzionale alla grandezza del sito e al numero di prodotti in esso presenti.

Proprio per preservare risorse di scansione spesso si preferisce (o è necessario) evitare che alcune pagine non vengano scansionate dai motori di ricerca.

Di quali pagine stiamo parlando? Ecco alcuni esempi:

–   Carrello

–   Account privato degli utenti

–   Eventuali documenti/informazioni che non si intende rendere pubbliche

–   Pagine di filtro

Proprio queste ultime rappresentano un problema enorme per tanti shop online, perché dalla combinazione dei filtri presenti nelle pagine di listing viene fuori un numero potenzialmente enorme di nuovi URL.

A onor del vero c’è da fare una precisazione al riguardo: ogni CMS gestisce i filtri in maniera differente, quindi è necessario valutare bene le caratteristiche tecniche della piattaforma su cui si sta operando. Se gli URL sono infatti generati dinamicamente e non sono presenti nel codice sorgente come elementi “href” espliciti, con ogni probabilità le risorse di scansione sono al sicuro! 😉

Altro aspetto importante da sottolineare, sul quale si fa spesso confusione, concerne le potenziali duplicazioni generate dai filtri. Non esiste infatti una correlazione diretta tra contenuti duplicati e URL da bloccare alla scansione. Le “semplici” duplicazioni possono essere risolte senza grossi problemi grazie alla corretta impostazione di un tag link rel=”canonical”, ma ciò non impedisce ai motori di ricerca di scansionare TUTTI i link espliciti, anche se canonicalizzati.

Dopo questa lunga ma necessaria premessa veniamo dunque al sodo: come impedire che le pagine non necessarie vengano scansionate?

Semplice, agendo sul file robots.txt, grazie al quale possiamo comunicare agli spider che non devono accedere ad alcuni URL, directory, path o specifici contenuti.

Per farlo basta utilizzare un comando specifico: il Disallow:”!

Ecco ad esempio il robots.txt di Zalando, uno degli e-commerce più famosi e visitati di tutto il panorama italiano.

Come puoi notare Zalando compila il file facendo anche una distinzione tra gli User-agent generici e uno specifico, quello del tool Screaming Frog.

Qui si aprirebbe un altro grande capitolo, non perfettamente pertinente rispetto all’argomento che stiamo affrontando. Quindi se ti interessa approfondire puoi dare un’occhiata alle indicazioni ufficiali di Google.

Questo strumento, infine, ti consente di testare il robots.txt che hai creato, per verificare che non ci siano problemi particolari. Per la verifica è però necessario che il sito web in oggetto sia stato collegato a Search Console.

Metti il titolo del tuo blog post in un tag H1

Promemoria:

Le aziende che hanno un blog, hanno in media il 55% di visitatori in più.

Detto ciò, l’intestazione H1 (o tag title) descrive l’argomento principale di una pagina.

Dev’ essere:

  • altamente correlato al contenuto della pagina,
  • unico nel tuo sito web

Per esempio:

Non solo:

Una pagina deve contenere solo UN titolo H1.

La maggior parte delle piattaforme, aggiunge il tag H1 al titolo dei tuoi articoli. Automaticamente.

Per esempio: WordPress.

Se questo è il caso, sei a posto.

Avvolgi i sottotitoli in tag H2

Ricorda due cose:

  1. Pensa ai sottotitoli H2 come ai capitoli di un libro.
  1. Includi la tua parola chiave principale in almeno un sottotitolo. E avvolgi quel sottotitolo in un tag H2.

Ecco un esempio di questa strategia in azione:

Dai questa era facile.

Frequenza delle parole chiave

La frequenza delle parole chiave è:

Quanto spesso una parola chiave appare su una pagina web.

Detto ciò:

È importante limitare il numero di volte in cui una parola chiave appare in una pagina web.

Perché?

Per evitare di apparire come spam o di essere segnalati a Google per “keyword stuffing“.

La densità delle parole chiave…

…ha un impatto sul posizionamento del tuo sito nei risultati dei motori di ricerca.

Come trovare il giusto equilibrio?

Risposta per chi ha una mente analitica:

La frequenza (o densità) delle parole chiave può essere calcolata numericamente.

Per farlo, basta dividere il numero d’istanze in cui appare una parola chiave per il numero totale di parole sulla pagina.

Per esempio, un blog post di 1.000 parole che presenta 10 istanze uniche di una parola chiave avrebbe una densità di parole chiave dell’1%.

Risposta per chi ha una mente artistica:

Dimentica le percentuali. Basta che il testo SUONI bene.

Per esempio, ecco come ho impostato la frequenza di parole chiave nel mio ultimo articolo:

Usa link esterni (in uscita)

I link esterni:

  • Hanno un impatto maggiore sulle classifiche dei motori di ricerca rispetto ai link interni.

Perché hanno un impatto maggiore?

Easy: Sono valutati dai motori di ricerca come voti esterni, degni di fiducia. Specie se provenienti da un sito popolare.

Per aggiungere un link esterno al tuo post o pagina…

…devi semplicemente usare l’editor visuale.

Segui questi 5 semplici passi:

  1. Seleziona una porzione di testo
  1. Premi Ctrl/Command + k
  1. Incolla il link che vuoi ancorare al testo selezionato
  1. Premi invio
  1. Applaudi 👏

Ottimizza i tuoi URL per la SEO

Gli URL SEO friendly sono URL progettati per soddisfare le esigenze degli utenti.

In particolare, gli URL ottimizzati per la SEO tendono a essere brevi e ricchi di parole chiave.

Gli URL sono un buon modo per segnalare a un potenziale visitatore del sito di cosa tratta una pagina.

Ecco come creare URL SEO-friendly:

  1. Rendi i tuoi URL brevi
  2. Includi una parola chiave in ogni URL

Seriamente ahah. Questo è quanto.

Però è importante.

Infatti, gli URL ricchi di parole chiave ottengono il 45% di clic in più. Rispetto a?

Agli URL che NON contengono una parola chiave corrispondente alla ricerca della persona.

Per esempio:

La mia guida alla SEO per eCommerce…

…è ottimizzata intorno alla parola chiave: “SEO per eCommerce“.

(Non l’avresti detto.)

Quindi ho usato quella parola chiave nel mio URL.

NB: Questo non vuol dire che il tuo URL debba includere SOLO la tua parola chiave.

Va benissimo aggiungere una o due parole extra.

CAPITOLO 3

Scrivi Contenuti SEO Friendly

In questo capitolo imparerai come ottimizzare il tuo titolo e le meta descrizioni per la SEO.

Secondo Google, i title tags aiutano ancora “molto” con le tue classifiche.

Quindi vale la pena ottimizzarli.

Stessa storia con la tua descrizione:

Potrebbe non essere presa troppo in considerazione dall’algoritmo…

…ma chi cerca, la usa per capire su quale risultato cliccare.

Quindi, se vuoi scrivere tag titles e descrizioni SEO-friendly, questo capitolo è per te.

Ottimizza il tuo tag Title

Il tag title è un tag di codice HTML che permette di dare un titolo a una pagina web.

Questo titolo può essere trovato nella barra del titolo del browser…

…così come nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP).

In una parola, questo:

I tag del titolo sono importanti sia per gli utenti che per i motori di ricerca.

Per i lettori:

Permettono di sapere quali informazioni appariranno quando l’utente cliccherà su una pagina.

Per i motori di ricerca:

Per la stessa ragione appena citata.

In più, funzionano anche per determinare la pertinenza della pagina web in una ricerca.

Come si scrive un buon tag title?

  1. Attento alla lunghezza del tuo titolo (mantieniti sui 50-60 caratteri)
  2. Non esagerare con le parole chiave SEO
  3. Dai a ogni pagina un titolo unico
  4. Metti prima le parole chiave importanti
  5. Usa il tono di voce del tuo brand

Ecco un esempio dalla mia guida definitiva alla SEO per eCommerce:

Usa i modificatori del tag Title

I modificatori del Tag Title sono frasi tipicamente aggiunte alla ricerca. Come l’anno presente, o “Miglior”. 

Sono ricerche fatte dagli utenti accaniti come me che vogliono risultati ultra-specifici.

Ecco alcuni esempi sulle SERP:

Se ti stai chiedendo:

“Perché aggiungere i modificatori di titolo?”

La risposta è semplice:

Perché sono un ottimo modo per ottenere del traffico extra di parole chiave a coda lunga.

Infatti, il team di Proven ha aggiunto le parentesi a questa guida vecchiotta.

E ha visto un aumento del 128% del traffico organico.

È un semplice trucco per ampliare i tuoi contenuti a una rete molto più ampia di ricerche.

Ecco una lista di alcuni modificatori di titolo che puoi usare.

  • Anno (es. 2021)
  • Guida
  • Recensioni
  • Migliore
  • Facile
  • Veloce
  • Semplice
  • Corso

Usa meta descrizioni uniche e ricche di parole chiave

Una meta descrizione è un elemento HTML.

Descrive e riassume il contenuto della tua pagina…

…a beneficio degli utenti e dei motori di ricerca.

Il tag meta description attira i lettori verso un sito web dalla SERP. E quindi è una parte molto visibile e importante del search marketing.

Creare una descrizione leggibile e convincente, usando parole chiave importanti…

…può migliorare il tasso di clic per una determinata pagina web.

Come scrivere una meta descrizione a prova di click?

  1. Attieniti alla voce e al tono del tuo marchio, ma mantienilo anche colloquiale.
  2. Includi la tua parola chiave principale se puoi farlo in modo naturale.
  3. Assicurati di trasmettere valore al lettore.
  4. Scrivi in voce attiva.
  5. Includi una call-to-action, ad esempio “Scopri di più qui”.

A proposito, Wider Funnel ha aumentato il suo tasso di conversione dal 10% al 277%.

Come?

Implementando pulsanti call-to-action più chiari.

E riducendo il numero di campi del modulo di opt-in.

Come in questo esempio:

Detto ciò, il 61% delle pagine ha meta descrizioni troncate.

In altre parole, le meta descrizioni troppo lunghe vengono tagliate.

E così la descrizione potrebbe perdere di senso.

La soluzione? Andare dritti al punto.

Per esempio:

Ecco come ho ottimizzato la meta descrizione della mia guida alla eCommerce SEO.

Ecco una lista di alcune parole persuasive che puoi usare:

  • Migliora
  • Immediatamente
  • Scopri
  • Impara
  • Migliore
  • Bonus
  • Esclusivo
  • Extra
  • Tu
  • Gratis
  • Garantito
  • Nuovo
  • Comprovato
  • Sicuro
  • Ora
  • Oggi
  • Facile
  • Incredibile
  • Ultimo
  • Straordinario

Come trovare il giusto equilibrio tra una strategia data-driven e creatività?

Giulia Ceretti

Giulia Ceretti

Digital Marketing Specialist

Sono laureata in Economics & Management all’Università Cattolica del Sacro Cuore e ho completato il master full-time in Digital Marketing & Social Communication presso RCS Academy Business School.

La mia esperienza professionale mi ha permesso di avere fino ad ora fondamenta solide di marketing, che mi hanno permesso di unire tutti i miei interessi e fare della mia carriera la mia passione.

“I dati e la creatività sono le due componenti essenziali e complementari, che orientano, ma soprattutto reggono in piedi un’azienda. Ad oggi, grazie all’impatto della digitalizzazione in Italia nel periodo pandemico, lo si dà – finalmente – per assodato.

Di primo acchito, la SEO può equivalere a dati e ad analisi, ma non bisogna dimenticarne l’aspetto più rilevante: gli insight – fondamentali per andare a sviluppare i contenuti. Questi infatti sono l’unità creativa e originale, utile a dare un boost consistente alla SEO per una strategia di successo valida.

E proprio perché dati e creatività sono complementari – sviluppare contenuti senza un’analisi accurata alle spalle o privandosi di dati scientifici per certificarne l’interesse, non è una mossa efficace.

Nel dettaglio, la SEO consente a Google di apprezzare un sito e ne migliora i suoi posizionamenti; ma è la creatività dei suoi contenuti a farlo apprezzare agli utenti che vi trafficano. La creatività ha come obiettivo sostanziale quello di permettere una navigazione semplice, veloce ed intuitiva attraverso le pagine, senza disperdere decine di secondi a capire dove poter trovare quello che si cerca.

Ricordiamo dunque di adottare un’ottica “customer-centric”: le aziende non devono implementare la SEO per sbaragliare la concorrenza, bensì devono cercare di offrire il miglior servizio possibile alle persone interessate e – non meno importante – coinvolgerne sempre di nuove.

Insomma, senza un buon posizionamento su Google non si va lontano, né tantomeno senza utenti interessati ai contenuti che si pubblicano.

Per avere dunque abilità e maestria nel saper combinare queste due componenti, come nel suonare il pianoforte – un esempio che ben si presta al discorso – non si può pensare di utilizzare solo la mano destra per eseguire alla perfezione tutti gli accordi. Immaginate la mano sinistra come la SEO e la destra come la creatività: l’una, nel presente e nel futuro, fondamentale per l’altra.”

CAPITOLO 4

Scrivi Contenuti SEO

Ora è il momento di pubblicare contenuti meritevoli di essere classificati in prima pagina.

Perché è  importante?

Perché il 67,6% di tutti i click vanno ai primi cinque risultati organici.

In più, solo lo 0,78% di chi cerca su Google clicca sulla seconda pagina.

Detto ciò, questo processo va ben oltre l’utilizzo di parole chiave sulla tua pagina.

Per classificare il tuo contenuto nel 2021, il tuo contenuto deve essere:

  • Unico
  • Di grande valore
  • Ottimizzato per l’intento di ricerca

E in questo capitolo ti mostrerò come assicurarti che il tuo contenuto SEO…

…rispetti questi 3 criteri.

Contenuti Unici

Okay, come creare contenuti fantastici e originali:

Prima di tutto ti serve una strategia di contenuto.

Ti servono i dettagli di questi elementi:

– Pubblico

Missione …tua e del tuo pubblico. Utilizza questo modello:

– Argomenti

– Parole chiave

Influencers della tua nicchia

– Promozione social e via e-mail

– Un piano

– Misurazione e ottimizzazione continua

Ti consiglio di creare un foglio di calcolo e tenere traccia di tutti questi elementi.

Detto ciò, un grande contenuto è informativo, utile e divertente.

Hai creato qualcosa che non rispetta uno di questi criteri? Ottimo: non premere il pulsante di pubblicazione.

Per esempio, prendi questo articolo:

Quando ho deciso di scriverlo…

…ho anche deciso che sarebbe stato il MIGLIORE articolo sulla SEO per eCommerce. Di sempre.

Sto cercando di trasmetterti che i contenuti di valore ora contano più che mai.

Se vuoi che i lettori si interessino ai tuoi contenuti e al tuo brand…

…devi aggiungere valore ovunque tu possa.

Se vuoi fiducia e attenzione, creare contenuti di valore è il modo per farlo.

Gli annunci sono fastidiosi. Le offerte di vendita sono viscide.

Infatti, i lead dai motori di ricerca hanno un tasso di chiusura del 14,6%.

Dall’altro lato, i lead in uscita (es. chiamate o email a freddo) hanno un tasso di chiusura dell’1,7%.

Scusa se è poco.

Per esempio, ogni volta che pubblico un articolo come questo…

…decine di professionisti come te scelgono di chiedermi un preventivo. O una consulenza. O un training.

Perché?

Perché stiamo costruendo una relazione basata sulla fiducia.

E se hai bisogno di portare la tua SEO al prossimo livello, sai che con me vai sul sicuro.

Ora hai capito l’importanza di creare contenuti come quello che stai leggendo…

…per creare un contenuto fantastico, dobbiamo porci 6 domande:

– Per quale obiettivo vogliamo produrre contenuti?

– A chi ci vogliamo rivolgere?

– Quale argomento specifico vogliamo trattare?

– Attraverso quale formato vogliamo pubblicare?

– Su quali canali vogliamo pubblicare?

– Quando riterremo di aver ottenuto un buon risultato?

E ricorda:

Il 60% delle persone trova difficile produrre contenuti in modo continuo e coerente.

Un vantaggio competitivo da non lasciarsi scappare.

Cos’è l’intento di ricerca?

Francesco Emanuele

Francesco Emanuele

SEO Copywriter, francescoemanuele.it

Aiuto le aziende ad aumentare la Web Reputation attraverso SEO Copywriting e Content Marketing.

L’intento di ricerca (Search Intent) è una parte essenziale nella realizzazione e nell’ottimizzazione dei contenuti sul web.

Può essere inteso come la ragione alla base di una query di ricerca, ovvero la domanda che si pone al motore di ricerca.

Lo scopo di un motore di ricerca come Google è quello di fornire i migliori risultati possibili per tutte le query di ricerca.

Come farlo?

Semplice! Assicurandosi che le pagine che vengono visualizzate rispettino l’intento di ricerca dell’utente.

Come posso determinare l’intento di ricerca?

Il Search Intent può essere suddiviso in quattro categorie principali:

–   informativo,

–   transazionale,

–   navigazionale,

–   commerciale.

Analizziamo adesso ognuna di queste categorie per cercare di capire come riuscire a determinarle e riconoscerle.

Intento Informativo

Le ricerche con intento informativo rappresentano la maggior parte delle ricerche che vengono fatte dagli utenti e sono formate da parole chiave generiche.

Lo scopo di questo tipo di ricerche è quello di scoprire informazioni su di un determinato argomento.

Intento Transazionale

Le ricerche con intento transazionale invece sono quel tipo di ricerche che vengono fatte dall’utente quando sta cercando informazioni più approfondite relativo all’acquisto di un prodotto o servizio.

Quando viene fatta questo tipo di ricerca, l’utente già ha pianificato di acquistare qualcosa infatti ha già attraversato la fase informativa e ora sta cercando la soluzione al suo bisogno.

Intento Navigazionale

Le ricerche che vengono fatte con intento navigazionale sono quelle ricerche in cui l’utente sta cercando un sito web o un marchio in particolare.

Intento Commerciale

Quest’ultimo è molto difficile da interpretare perchè l’utente in questa fase della ricerca sta cercando un prodotto o servizio ma ancora deve decidere se e quando acquistarlo e può essere inteso come una sottocategoria dei tre intenti precedenti.

E’ ancora nella fase di valutazione dei pro e dei contro e magari è interessato a recensioni per capire come muoversi.

Possiamo sintetizzare e comprendere al meglio gli intenti di ricerca in questa tabella:

tabella search intent

 

Come posso scrivere quindi contenuti ottimizzati per il Search Intent?

Come abbiamo detto in precedenza, un motore di ricerca come Google vuole dare agli utenti i migliori risultati possibili che corrispondano all’intento di ricerca della query.

Come possiamo offrire i migliori contenuti?

La prima cosa è comprendere il tipo di utente con cui si ha a che fare, cercare di mettersi nei suoi panni e dargli la risposta che più si aspetta quando fa una determinata ricerca.

Se io ad esempio cerco “pasta alla carbonara” molto probabilmente non ho interesse nella storia della pasta ma bensì starò cercando la ricetta per cucinarla.Nel momento in cui siamo in grado di capire cosa cercano gli utenti quando fanno una determinata ricerca, possiamo comprendere anche come raggiungerli ed attirarli a noi e non c’è cosa più importante per la nostra presenza online.

CAPITOLO 5

Ottimizza Per La User Experience

In questo capitolo ti mostrerò come ottimizzare i tuoi contenuti per i “segnali UX“.

(In altre parole, come gli utenti di Google interagiscono con il tuo contenuto).

Stai per scoprire l’importanza che Google dà:

  • ad altri segnali d’interazione dell’utente.

In altre parole, questo capitolo è su come far INCOLLARE i tuoi utenti ai tuoi contenuti.

Imposta Strumenti di Monitoraggio e Misurazione

A mio avviso, un esperto SEO, non è tale se trascura la UX.

Infatti, l’88% degli utenti non tornerà su un sito web dopo una cattiva esperienza.

Da dove iniziare?

Dai dati.

Implementare Google Analytics e Google Search Console sul tuo sito…

…ti permetterà di misurare il traffico di ricerca organico e il tempo di permanenza sul sito.

Perché ti servono?

Easy, Google Analytics:

  • Fornisce uno sguardo ampio sulle tendenze del traffico in entrata
  • Permette di scavare nelle prestazioni della ricerca organica

Google Search Console, ti permette di:

  • Identificare gli errori
  • Valutare le prestazioni organiche delle parole chiave e delle landing page
  • Monitorare i backlink
  • Identificare i problemi di compatibilità con i dispositivi mobili
  • Testare i dati strutturati
  • Inviare la tua sitemap
  • Tenere d’occhio altri elementi tecnici e strutturali

Fico.

Spingi il contenuto nella parte superiore della pagina

Il contenuto nella parte superiore della pagina è la prima cosa che gli utenti vedono.

Infatti, il contenuto in cima non deve essere estremamente occupato.

Se lo è, i lettori potrebbero non capire da dove iniziare, e uscire dalla pagina.

In altre parole:

Quando qualcuno arriva sul tuo sito da Google, vuole una risposta VELOCE.

Ecco come ottimizzare il contenuto in cima alla pagina:

Ecco un esempio di contenuto in cima alla pagina, ottimizzato ad arte.

E se ancora non hai capito, eccone un altro:

E un altro:

Cosa possiamo imparare da questi esempi?

Prima di tutto, che il 90% delle informazioni trasmesse al cervello sono visive.

Motivo per cui il 62% dei giovani consumatori vuole più tecnologia di ricerca visiva:

Suddividi il tuo contenuto in pezzi

Frammentare il contenuto significa suddividere il contenuto in pezzi più brevi.

A che pro?

Sono più gestibili e facili da ricordare.

In altre parole, sono il modo migliore di trasmettere un concetto.

Ecco come suddividere le informazioni:

  1. Utilizza frasi brevi
  2. Utilizza parole di transizione
  3. Correggi con Heminguay Editor

Ecco cosa NON fare:

Ecco un esempio di testo suddiviso come si deve:

Inserisci una navigazione BreadCrumb nelle pagine interne

La navigazione breadcrumb aiuta gli utenti a orientarsi nel tuo sito…

…e permette loro di tornare facilmente alle pagine precedenti delle sotto-categorie.

Non solo:

È utile anche ai motori di ricerca. Li aiuta capire meglio la struttura del sito e le pagine correlate. E crea collegamenti interni puliti.

Ecco un esempio:

Come inserire la navigazione breadcrumb?

Su WordPress e WooCommerce:

Usa il plugin Breadcrumb NavXT.

Su Shopify:

Dovrai integrare un codice.

Gli utenti prestano attenzione alla navigazione breadcrumb in media 30% delle volte.

Quando lo fanno, aiuta. E quando non lo fanno… non causa alcun danno.

Stesso eCommerce. Stesso prodotto. Navigazione differente.

E un mondo di differenza.

Adesso Tocca a Te

Spero che questa nuova guida SEO On-Page ti sia stata utile.

Hai imparato quello che ti serve sapere per ottimizzare il tuo eCommere, On-Page.

Adesso sai:

  • Come fare un analisi SEO del tuo sito
  • Come ottimizzare i tuoi contenuti
  • Come scrivere titoli dei prodotti e descrizioni
  • Capire l’intento di ricerca

Ora mi piacerebbe sentire il tuo parere:

Quale suggerimento della guida di oggi vuoi provare per primo?

Hai intenzione di mettere la tua parola chiave all’inizio del tuo tag title?

O forse vuoi ottimizzare i tuoi contenuti per l’intento di ricerca.

In ogni caso, fammi sapere scrivendomi un messaggio adesso.

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